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storia photoshop
view post Posted on 12/9/2007, 12:29Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/12/2009, 02:49


Questo articolo non pretende, in così poco spazio, di dare un informazione completa di cosa sia e come si sia evoluto Photoshop, in tal caso occorrerebbero migliaia di pagine; piuttosto serve solo a dare una visione complessiva di come Photoshop si sia migliorato nel tempo e dare un idea di cosa sia, a cosa serve e come si usa a tutti coloro che non hanno già avuto un avvicinamento al celebre software di fotoritocco.
Nascita di Photoshop

Era il 1987 allorché due fratelli, Thomas e John Knoll, davano inizio allo sviluppo del software che sconvolgerà per sempre il mondo della fotografia, dell'illustrazione e della grafica: Photoshop. Figli di un fotografo, di nome Glenn Knoll, Thomas e John misero a punto la prima versione del loro programma intrecciando le conoscenze acquisite nel campo informatico, il sapere della camera oscura e la lunga esperienza del padre nel campo della fotografia. Si trattava della versione 0.63 ed era datata ottobre 1988. Il programma era stato naturalmente sviluppato con sistema Macintosh, e la cosa che oggi stupisce, ma non allora, è che esso risiedeva in un semplice floppy disk da 1,44 MB, uno spazio sbalorditivo se si pensa alle grandi quantità dell'informazione digitale con cui operano oggi i sistemi informatici: per comprendere meglio, però, basta richiamare alla mente che quella era l'epoca in cui l'informatica era ancora relativamente giovane e la manipolazione digitale dell'immagine nella sua fase pionieristica.

Per poter disporre di una versione del software ideato per sistema Windows bisognerà aspettare il 1992, anno in cui vede la luce Adobe Photoshop 2.5, pensato e ideato sia per piattaforma Macintosh e sia per piattaforma Windows. Nel 1990 le idee e il lavoro dei fratelli Knoll vengono acquisite da Adobe, di modo che, dopo una preparazione lunga 10 mesi esce in commercio Adobe Photoshop 1.0. Da ora in avanti, grazie anche alle geniali intuizioni di Adobe System circa gli sviluppi futuri della computer grafica, è un continuo successo. La prima versione di Adobe Photoshop, non presentava, naturalmente, tutti gli strumenti e i comandi a cui siamo abituati oggi (figura1), e bisognerà aspettare il 1994, con l'uscita della versione 3.0, e il 1998 con la versione 5.0, per assistere alla comparsa, rispettivamente, dei livelli (Layers), e dello strumento storia, 2 fra gli strumenti oggi più apprezzati e indispensabili di Photoshop.
Cos'è Photoshop?

Prima di continuare a descrivere l'evolversi delle versioni di Photoshop con le rispettive novità, allo scopo di permettere, a chi non è pratico del software, di concepire cosa è cambiato nel tempo in Photoshop, è propedeutico comprendere meglio cos'è e cosa permette di fare Photoshop.

Photoshop è un software di grafica raster, ossia bitmap. A differenza della grafica vettoriale, nella quale le informazioni delle immagini sono dettate da funzioni matematiche che indicano forma, punto iniziale, spessore del tratto di riempimento e via di seguito, e nella quale il ridimensionamento non porta a nessuna tipologia di degrado della risoluzione, nella grafica raster le immagini sono formate da una matrice rettangolare, chiamata appunto raster, costituita da una serie di punti quadrati chiamati pixel (picture element) .

Ogni pixel assume un colore e una tonalità diversa, tale che, attraverso la combinazione con gli altri pixel, viene plasmata una specifica immagine (figura1).

La risoluzione ( qualità ) delle immagini raster è data, dunque, dal numero di Pixel per unità di lunghezza (Pollice lineare), indicata con PPI (pixel per inch). Se si volesse mantenere inalterato il numero dei Pixel l'unica operazione rimanente sarebbe quella di modificare la grandezza di questi modificando perciò la risoluzione.

Una volta che l'immagine è rasterizzata, quindi, non è più possibile migliorare la sua risoluzione in quanto non si può attingere da nessun altra sorgente per ricavare le informazioni sui pixel. Tutto ciò vuol dire che l'immagine può essere sì ingrandita, ma con il conseguente aumento della vista dei pixel che necessariamente si ripercuote sulla risoluzione dell'immagine.

Sostanzialmente, i vantaggi che si hanno nella grafica Raster rispetto a quella vettoriale sono prevalentemente legati alla sua grande efficienza nel rappresentare le varie sfumature, colori, e trasparenze di un immagine, mentre è meno adatta, al contrario della grafica vettoriale, alla creazione di loghi pubblicitari, testi, e altro materiale che dovrà essere modificato e ridimensionato in qualsiasi momento. In ogni modo anche Photoshop possiede la capacità di lavorare con e su immagini vettoriali, e lo fa attraverso l'inserimento dei tracciati, dei testi, delle forme personali e delle maschere vettoriali.

Photoshop è principalmente un programma di fotoritocco. In azione simula il lavoro che di solito si compie con i pennelli, le maschere e gli acidi nella camera oscura; quest'ultimo risulta essere sicuramente molto più articolato e faticoso e dai risultati meno brillanti. Altro fattore da non trascurare, quando si confrontano le due tecniche di fotoritocco, è che a differenza della camera oscura, in Photoshop, gli effetti delle elaborazioni possono essere controllate in tempo reale, con tutti i vantaggi, facilmente comprensibili, che ne derivano.

I livelli, (layer), rappresentano per Photoshop un elemento operativo essenziale; grazie ad essi si ha la possibilità di lavorare su diversi strati di lavoro, si può modificare un singolo elemento dell'immagine senza ritoccare gli altri, si possono interpolare immagini bitmap e vettoriali, si possono creare diversi metodi di fusione tra le varie parti visualizzandone in tempo reale gli effetti, e, grazie anche alle trasparenze e alle regolazioni delle opacità, si possono controllare le immagini dei livelli sottostanti; ma questi non sono altro che una piccola fetta, dei benefici che derivano dall'utilizzazione dei layer

A differenza di altri software, Photoshop non possiede i cosiddetti wizard con i quali l'utente, in genere, viene guidato passo per passo nelle operazioni di base. Sembrerebbe una grossa mancanza, ma in realtà con il tempo ci si accorge che la mancanza di tale guida stimola la fantasia di colui che utilizza Photoshop inducendolo a sviluppare tecniche personali che si traducono poi in lavori singolari. Tutto è originato dal fatto che in Photoshop non esistono sequenze standard per giungere ad un determinato risultato, ma bensì, attraverso gli svariati strumenti che esso mette a disposizione, un particolare "effetto" può essere raggiunto attraverso diverse tecniche, qualcuna semplice, qualcun'altra meno, dipende dalla fantasia e dalla conoscenza del programma da parte dell'esecutore. Sicuramente attingere ai filtri è una modalità molto celere e semplice per creare degli effetti, ma tale modalità non può essere certo comparata all'utilizzo di altri strumenti "manuali" (come i pennelli), che richiedono abilità ed esperienza.

Photoshop con gli anni è diventato talmente famoso che a suo riguardo è stato coniato un neologismo ( Photoshoppare) sinonimo di fotoritoccare. Attorno a lui con il passare del tempo è nata una vera e propria comunità mondiale di utenti. Per mezzo dello straordinario mezzo di comunicazione planetario che è internet, ci si scambiano le idee e le esperienze, si pubblicano i tutorial, si pubblicano libri, ebook, podcast e riviste, si mettono a disposizione di tutti risorse gratuite e non, si organizzano corsi e seminari, nascono forum su tutte le problematiche inerenti l'utilizzo del programma, e tutto ciò, in pratica, che è collegato a Photoshop è meta di interesse. Ovviamente non tutto è fatto per semplice passione, ma piuttosto a scopo di profitto. Sono nati in tal senso produttori di software che si occupano esclusivamente di produrre applicazioni perfettamente integrabili in Photoshop come per esempio i Plug-in di terze parti, che conferiscono funzioni nuove al software, allargandone sempre più gli orizzonti creativi. Oltre ai plug-in, si mettono a disposizione degli appassionati e dei professionisti, gratis e non, pennelli, filtri, font, texture, gradienti, forme ed action.

Cosa si può fare con Photoshop?

Attualmente Photoshop è adoperato da un utenza più che mai diversificata: grafici , fotografi, appassionati e dilettanti, ma curiosamente, ad usufruire delle meravigliose virtualità del software ci sono anche alcuni artisti, solitamente avvezzi ad esercitare il proprio lavoro sulla "tela". Al giorno d'oggi, in cui si ha una gigantesca espansione di fotocamere digitali e scanner, e la conseguente facilità con cui si entra in possesso di immagini digitali, è pressoché d'obbligo saper padroneggiare quantomeno le operazioni fondamentali e semplici del fotoritocco. Un esempio classico di tutto ciò: la correzione degli occhi rossi o piuttosto il miglioramento dei colori, proseguendo per la messa a punto della saturazione e la luminosità di una foto

Queste operazioni risultano essere di una facilità disarmante qualora vengano utilizzati gli strumenti di correzione automatica creati ad hoc per i non addetti ai lavori, come per esempio lo strumento "occhi rossi" o lo strumento"pennello correttivo", ma in essere sono tanto semplici da usare quanto efficaci, garantendo dei risultati a dir poco notevoli.

L'editing , naturalmente, si spinge oltre la semplice mistificazione dell'immagine con l'ausilio degli strumenti automatici: i professionisti usano Photoshop per plasmare veri e propri capolavori digitali. Ad oggi, è quanto meno improbabile trovare una rivista, o specificatamente una pubblicità, che non faccia uso di un programma di fotoritocco tale da abbellire e modificare i soggetti ritratti; in concretezza si può affermare che gli attori vengono "digitalmente modificati". Grazie, infatti, ai vari strumenti in dotazione e adottando diverse tecniche, la pelle viene lisciata e uniformat, vengono ridotti, se non eliminati, i difetti, migliorati e modificati a piacimento i colori, ridimensionati e modellati gli attributi di forma e quant'altro serve a rendere accattivante l'immagine.

Ma non è finita qui: attraverso gli strumenti di selezione, e adottando in maniera efficace le fusioni dei livelli, applicando le trasparenze e utilizzando le svariate tipologie di pennelli, si possono prelevare frammenti d'immagine da altre fonti e miscelarle, si possono creare pulsanti, testi , banner e layout per il web.


Anche gli effetti di testo di Photoshop sono, con le ultime versioni, notevolmente migliorati. Adesso il testo, per esempio, può, mediante i tracciati, seguire forme personalizzabili e quindi applicabili a qualsiasi forma o in qualsiasi modo si voglia, oppure, tramite lo strumento "distorci" un testo o una qualsiasi forma possono essere deformati a piacimento per poterli adattare successivamente a qualsiasi superficie.

I pennelli hanno raggiunto un grado talmente elevato, di qualità e di personalizzazione, che usati sinergicamente alle tavolette grafiche, simulano in maniera invidiabile i tipici effetti della mano umana . Vengono simulati l'effetto delle pennellate, la tipicità delle sbavature, l'imprecisione della mano pittorica piuttosto che la variazione lungo il tratto dovuta alla modulazione naturale della pressione della mano sul pennello, e pertanto tutti gli effetti caratteristici della pittura e del disegno.

I layer, poi, riescono a semplificare quello che prima era molto complesso eseguire, come per esempio l'effetto cartone animato, ritratti digitali e tutta la computer art in genere.

Nel Percorso (20 anni), che ha visto Photoshop migliorarsi continuamente, le novità e i miglioramenti apportati alle varie versioni non sono passati inosservati. Ogni strumento ha avuto un'utilità notevole tale che pochissime funzioni e strumenti sono poi state eliminati perché rivelatesi un flop, ma piuttosto ulteriormente migliorati. Tutto ciò sottolinea come siano stati abili i programmatori delle varie versioni nel saper interpretare quelle che erano le esigenze nel settore dell'editing nel corso del tempo e come abbiano lavorato bene per inventare strumenti automatici in grado di permettere anche ad un semplice utente di dar vita a progetti decorosi.

Nella Tabella 1, è descritta la cronologia di Photoshop con le versioni in cui è avvenuto un cambiamento importante. Si parte dalla versione 1.0 fino ad arrivare alla CS3. Nell'elenco datato si nota che la versione che doveva chiamarsi Photoshop 8.0 perché successiva alla 7.0, è stata invece denominata Photoshop CS. Il motivo è semplice: la versione 8.0, è integrata in una suite Adobe chiamata Creative Suite, in cui si trovano, oltre a Photoshop , InDesign, Illustrator, Bridge (CS2), Acrobat,Version Cue, GoLive e Stock Photos. Tutto il kit, insomma, per il design professionale. Nell'ultima release (CS3), Photoshop è presentato in 2 edizioni : Photoshop CS3 e Photoshop CS3 Extended. Quest'ultima include anche strumenti per la grafica tridimensionale, analisi dell'immagine e animazione. Vedremo meglio, comunque, in seguito quali sono le novità introdotte in CS3. Da sottolineare che quando venne rilasciata la versione 3.0, in cui apparivano per la prima volta in Photoshop i livelli , essi esistevano già in Live Picture, un altro programma, rivale di Photoshop, di fotoritocco. Il fratello minore di Photoshop, invece, si chiama Photoshop elements. E' un prodotto lanciato da Adobe per venire incontro alle esigenze del mercato dei non addetti ai lavori. Si tratta in pratica di una versione molto limitata di Photoshop, molto utile a che si diletta con la fotografia e non ha grosse basi teoriche di fotoritocco.

Versioni CS

Ho spiegato precedentemente perché in seguito alla versione 7.0 le edizioni di Photoshop sono state denominate CS. Con questo appellativo sono già state commercializzate tre versioni : CS, CS2 e CS3. Vedremo adesso in dettaglio quali sono le novità e gli strumenti significativi nelle tre release di Adobe.
Photoshop Cs

Le novità introdotte in questa versione di Photoshop sono state molto discrete. Bisognava di certo essere degli esperti, infatti, per capire ed apprezzare le migliorie apportate alla versione 7.0 . Se si conosce il formato RAW ( grezzo in inglese, chiamato anche "negativo digitale", è un formato d'immagine non elaborato dalla fotocamera e quindi senza perdita d'informazioni) si capisce per esempio l'importanza che ha avuto l'introduzione della funzione Camera RAW, con la quale è possibile importare i file di tipo RAW ed elaborarli a piacere. Un altro strumento rivelatosi molto utile è il comando Luci/ombre in grado di correggere o per lo meno migliorare i problemi legati alla sovraesposizione o sottoesposizione di un immagine.

Le altre novità caratteristiche di Photoshop CS sono:

- Comando corrispondenza colore (Match Color): capita molto spesso di dover creare dei fotomontaggi e quando si uniscono le immagini ci si accorge che queste non corrispondono dal punto di vista cromatico.

Si tenta allora di limare il dislivello cromatico attraverso varie regolazioni ( bilanciamento colore, curve, luminosità, contrasto, ecc..), con un grande dispendio di tempo. Con l'ausilio, invece, di questo strumento la gamma dei colori delle immagini viene adattata automaticamente.

L'unica operazione da effettuare è quella di settare bene i parametri : Luminance, per correggere la luminosità, Color Intensità, per regolare l'intensità di colore, e Fade che regola il grado di variazione rispetto al file sorgente. Ed ecco il risultato:

- Nuova palette istogramma: visualizza l'istogramma di ogni colore e agisce in tempo reale.

- Migliore capacità di elaborazione a 16-bit.

- Nidificazione dei livelli.

- Filtro fotografico: simula gli effetti dei filtri sulle lenti delle fotocamere.
Photoshop Cs2

L'uscita nel mercato di Photoshop CS2 ha suscitato, nel settore dell'editing e in generale di tutti coloro che utilizzano Photoshop, parecchio interesse in quanto sono state introdotte parecchie novità che oltre a rendere più efficiente e semplificata la gestione e i flussi di lavoro consentono di raggiungere risultati eccezionali nell'elaborazione delle immagini.

Vediamo in particolare quali sono state le novità:

- Adobe Bridge: si tratta di una nuova generazione di browser file. In pratica Bridge gestisce tutte le risorse multimediali con cui si vuole lavorare consentendo una gestione semplice delle immagini, l'etichettatura, la classificazione, e l'elaborazione simultanea di immagini RAW.

- Camera Raw: il nuovo Camera RAW di Photoshop permette l'elaborazione simultanea di molte immagini RAW e le immagini possono essere convertite nel formato DNG (formato universale negativo digitale). Sono state ampliati, inoltre i tipi di Raw proprietario importabili in Photoshop e le opzioni di regolazione.

- Oggetti avanzati: permettono di conservare immagini bitmap o vettoriali e di poterli usare in modo scalabile. In pratica in maniera non distruttiva. Prima non era possibile in quanto il file vettoriale che veniva caricato in photoshop veniva rasterizzato. Quindi nei vari progetti in cui gli oggetti venivano spostati e ridimensionati tutto ciò rappresentava un problema non trascurabile.

- Altera immagine: mediante questo comando un immagine può allungata distorta e adattata a piacere ad una qualsiasi superficie:

- Pennello correttivo al volo: consente di eliminare velocemente le imperfezioni con un solo clic. A differenza del pennello correttivo non ha bisogno di una sorgente.

- Strumento occhi rossi: basta dimensionare il diametro delle pupille e con un solo clic si elimina il fastidioso "occhio rosso".

- Fuoco prospettico (vanish point): si tratta di un nuovo filtro che incanta letteralmente chi lo vede per la prima volta . Grazie a questa funzione è possibile lavorare sui piani prospettici di un oggetto applicando modifiche, clonando e dipingendo e rispettando automaticamente al tempo stesso le prospettive dell'oggetto stesso, con risultati entusiasmanti.

- Filtro contrasta migliore: contrasta automaticamente le immagini sfocate.

- Immagini HDR (Hight dynamic Range) a 32 bit.

- Animazioni Web: è possibile per mezzo di 2 o più foto creare delle animazioni Gif in modo analogo ad ImageReady. Tutto può essere svolto in maniera semplice utilizzando la palette animazioni.

- Controllo migliore sui livelli: i livelli adesso possono essere di maggior aiuto in quanto si può lavorare su di essi in modo multiplo. Possono essere selezionati a piacere, spostati con un solo clic, raggruppati, ecc...

Photoshop CS3

Focalizziamo adesso l'attenzione su quella che è l'ultima versione del software di casa Adobe. Da sempre chi ha iniziato ad usare Photoshop difficilmente ha in seguito dirottato il suo interesse verso altri software, ma piuttosto ha cercato di approfondirne la conoscenza. In questo caso fin dalla versione Beta si ci è resi conto che la versione CS3 di Photoshop costituisce uno degli strumenti indispensabili per il digital imaging , poiché possiede grande capacità di elaborazione oltre ad innovative funzionalità di compilazione. Cercherò adesso di illustrare, nel miglior modo possibile, le novità di CS3 e i relativi campi di applicazione.
Interfaccia

Nel momento in cui CS3 viene avviato non si può fare a meno di notare una certa diversità, che presagisce aria di novità, con le impostazioni precedenti. L'interfaccia principale (figura 23) è profondamente mutata, in special modo la parte destra dove risiedono le palette.
Il cambiamento influenza l'area di lavoro che adesso risulta molto più ampia. La toolbar è stata uniformata in unica colonna, anche se volendo basta un clic sulla doppia freccia in alto per mutarla in 2 colonne. Le palette di destra estremizzano lo spazio libero mediante la trasformazione in icone e la ricomparsa con clic sulla freccia in alto.Ma non è tutto: oltre alla visualizzazione estesa del tasto TAB, ne esistono altre tre in stile diverso fra loro, di cui una, non fa altro che far sparire dall'area di lavoro le palette della parte destra. Insomma ognuno può progettarsi il suo spazio di lavoro personale a piacere, e può anche salvarlo per poterlo poi richiamare in qualsiasi istante si voglia.

Performance

La velocità di esecuzione di Cs3 è notevolmente superiore a quella di Cs2. Di questo miglioramento ne potranno usufruire in maggior misura i Mac user poiché gira nativamente sui Mac con processori INTEL. Su prove effettuate da utenti Mac si è visto che su operazioni base, quali avvio e batch, la velocità di esecuzione era quasi il doppio rispetto a CS2. Semplicemente straordinario. Naturalmente le prestazioni dipendono da tanti fattori fra cui, la tipologia del computer, configurazione hardware, e impostazioni di performance di Photoshop. A tal proposito nel menù preferenze alla voce performance compare una nuova pagina di settaggio molto intuitiva e completa nella quale è possibile impostare la memoria assegnata a Photoshop (viene anche consigliata), l'impostazione dei dischi di scratch, la cache dei livelli e il numero di operazioni memorizzate (storia):
Finestra curve

La finestra curve, che consente di regolare la gamma tonale di un immagine, è stata notevolmente aggiornata e migliorata come si nota nelle figure 27 e 28 nel confronto tra vecchia e nuova versione:
Nella parte bassa della griglia a confine con la barra di input tonale si trovano adesso dei cursori che aiutano l'operatore a calibrare meglio le variazioni nelle curve. Sullo sfondo della griglia viene visualizzato anche, in tempo reale, l'istogramma, in modo tale che si è sempre informati sui cambiamenti che si stanno effettuando anche sulla distribuzione dei pixel. In alto, invece, è stato inserito un nuovo menu (preset) dal quale è possibile scegliere dei settaggi standard (figura 29):

Spero riscirete a utilizzare questa guida al meglio dei modi

guida presa qui



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